Google Adwords

Google Adwords è la piattaforma di Google per la pubblicità a pagamento sul motore di ricerca e i suoi partners ed offre la possibilità di pubblicare testi, immagini, video ed altro. La pubblicità viene mandata “in onda” quando si accede alla ricerca Google, per cui è immaginabile quanto grande sia la diffusione. E’ una delle innovazioni della rete più innovativa e di portata enorme degli ultimi anni di vita di Internet. Le modalità da poter scegliere per la propria pubblicità sono innumerevoli e tutti conciliabili tra di loro: testi opportunamente composti, video e immagini concorrono singolarmente o insieme a diffondere la visibilità di si e prodotti, di informazioni e blog come mai prima. Le opzioni principali di cui è possibile servirsi sono, in breve:

  • targeting per parole chiave: la pubblicità compare ogni qualvolta la parola chiave scelta viene ricercata tramite Google o applicazioni partners o ogni qualvolta le ricerche sono attinenti alla stessa.
  • targeting per posizionamento: la pubblicità e trasmessa su quei siti che sono verosimiglianti per contenuti e che sono stati il fondamento per l’impostazione della campagna pubblicitaria.

In parole povere: Google Adwords permette la visualizzazione della pubblicità a chi è interessato realmente a quel prodotto o a quel servizio, con notevole risparmio di tempo ed energia.

Google AdwordsGoogle Adwords: quali le possibilità di azione

Le campagne pubblicitarie tramite Google Adwords possono essere condotte in due modi;

  • Display: Sono annunci pubblicitari di testo o visivi che sono trasmessi sui siti internet.Questa opzione viene resa possibile componendo degli annunci di testo o visivi (immagini, video) che possono essere caricati o dal Pc personale o formati all’interno della stessa piattaforma Adwords. Nel decidere il tipo di campagna va indicato anche la tipologia di utenti cui essa è rivolta( età, sesso, posizione geografica, interessi etc.) e i luoghi della rete dove visualizzarli (siti specializzati, siti di riferimento, siti di verosimiglianza etc.). Le opzioni possono essere anche coordinate tra di loro per dare un più ampio raggio alla campagna pubblicitaria.
  • Search: una campagna per ricerca, cioè legati ad una parola chiave ricercata su Google ( se cerchiamo, ad esempio pasta fresca, Google ci rimanda la pagina di risultati generici contenenti quelle parole e se vi sono siti sponsorizzati , essi vengono inclusi in quelle prime pagine. Questo tipo di pubblicità è formata per lo più da annunci testuali che devono seguire alcune semplici regole di compilazione, alcune delle quali legate all’uso delle Keywords, parole chiave che sono legate al prodotto e/o servizio da pubblicizzare. Ogni Keyword ha un costo in Adwords che si calcola in base a molte varianti. Il costo non può essere deciso a priori, ma a priori si può indicare il budget che si intende investire nella piattaforma pubblicitaria e in che modo: pagamento per visualizzazione in cui si paga la visualizzazione dei banner ed è possibile solo per una campagna display; oppure pagamento per clic, vale a dire un costo per ogni clic che viene ricevuto dall’annuncio pubblicitario; è il metodo più seguito anche perché si paga l’effettivo clic dell’utente sul proprio annuncio.

La Brand reputation: quanto conta

 La Brand reputation è il modo in cui gli altri vedono il prodotto, il servizio, il marchio che viene loro proposto. La “reputazione”, buona o cattiva, è influenzata da innumerevoli fattori, che possono sembrare ininfluenti ma che invece colpiscono l’attenzione dell’utente: un modo di scrivere, un modo di porsi, la pubblicazione di un’immagine etc., possono determinare nel consumatore una sensazione positiva o negativa che andrà, inevitabilmente, ad influire sulla Brand reputation. Ma come è possibile avere una buona reputazione online (e anche offline se possibile)?

La Brand reputationLa Brand Reputation online

Il nostro mondo ha cambiato completamente la percezione che abbiamo delle cose; l’informazione è fondamentale ed è percepita come bisogno primario; è questo il motivo per cui, prima di ogni nostra azione compreso l’acquisto di un prodotto o di un servizio, cerchiamo informazioni in rete. Non solo: non è raro venire a conoscenza dell’esistenza di un marchio (brand) proprio grazie al web, grazie alla visibilità che esso è riuscito ad avere online.

Questo nuovo modo di vivere l’informazione, specie commerciale, ha fatto sì che la reputazione di un marchio conquistasse una rilevanza che fino ad oggi era ininfluente. E’ importante porsi nei confronti degli utenti della rete in maniera immediata, veritiera seppur accattivante. I contenuti di una pubblicità, di una presentazione sono fondamentali per la visibilità del marchio; e i contenuti sono comprensivi di testi e immagini: appropriate, ben descritte, correttamente postate. La brand reputation online è fondamentale per chi ha deciso di investire in internet, cercando di sfruttare le enormi possibilità che la rete offre; ma deve essere consapevole che la rete non può essere ingannata a lungo.

La condivisione attraverso i social, le recensioni degli utenti, le impressioni che i navigatori si scambiano tra di loro, fanno sì che una valutazione, positiva o negativa, si propaghi in pochissimo tempo, per cui la reputazione può avere altrettanto rapidamente un’ascesa esponenziale o una fragorosa caduta.

La Brand reputation

La Brand Reputation offline

La brand reputation online fa da spalla, da portavoce a quella offline: il passaparola esiste ed è ancora un modo di scambiarsi opinioni, consigli, impressioni. Se un utente ha avuto una cattiva esperienza online per un prodotto, un servizio non fornito adeguatamente, lo dirà ad vicino, all’amico nella vita fisica e questo comporterà la perdita immediata di due potenziali visitatori e/o clienti; la cattiva reputazione online ha seguito chi la detiene anche nella vita reale e non c’è rimedio.

Come ottenere una buona Brand Reputation

Assicurarsi una buona brand reputation è, quindi fondamentale; ma come fare? Non è sempre semplice poiché per fare in modo che sia buona la reputazione bisogna averla: il brand, il marchio deve essere visibile, deve essere considerato dalla rete. Un’analisi ben condotta su quelle che sono le tendenze del web e sui modi per ottenere l’attenzione della rete è un buon punto di partenza. E da questo punto in poi il lavoro va eseguito con qualità e costanza: presentazioni testuali, immagini, video, presenza sui social sono tutte strategie che porteranno i risultati sperati. Non illudetevi, però, che essi saranno immediati. Ci vuole pazienza per poter costruire una reputazione eccellente e ci vogliono gli operatori adatti, coloro che conoscono bene quel mondo e che sanno farne parte; provare a fare da soli si può, ma con che risultati? Meglio un professionista che sa come muoversi e non rischiare, invece, di rimanere anonimi o, peggio, con una cattiva brand reputation.

Remarketing: impariamo a conoscerlo

Remarketing : di nuovo marketing. Spiegato in maniera elementare è una strategia che indirizza gli utenti che sono stati già visitatori del tuo sito a ritornarci. E’ una delle forme di pubblicità online più usata e che dà ottimi risultati, riuscendo in molti casi a convertire i semplici visitatori in potenziali clienti. Come è possibile? Perché riportando i navigatori della rete sul sito/blog, mantiene quest’ultimo visibile , senza la possibilità per i visitatori di farlo cadere nel dimenticatoio. Bisogna considerare che è una percentuale minima quella dei visitatori che compiono azione di compra vendita o richiesta alla prima visita (circa il 2%), ecco perché il remarketing è indispensabile per il successo delle aziende e/o siti online: il sistema è studiato per favorire circa il 95% di ritorni tra coloro che non hanno compiuto azioni alla prima visita (acquisto, sottoscrizione, richiesta di informazioni erc.)

remarketingRemarketing: come funziona

Il Remarketing ha come base fondamentale l’uso dei cookie, piccoli codici che seguono il navigatore in tutti i suoi viaggi sul web. I codici così inseriti non portano conseguenze per la navigazione del sito, ma ogni volta che un utente accede al sito il codice viene rilasciato e permetterà in seguito di mostrare gli annunci “adatti” a coloro che hanno visitato il sito. In pratica i cookie servono a rintracciare telematicamente i visitatori e a fornire loro annunci specifici che riporteranno sempre e comunque al tuo sito.

E’ una tattica efficace perché non tira nel vuoto, ma ha come bersagli coloro che già hanno familiarità con il sito, marchio, etc  e che hanno dimostrato il loro interesse nell’avvicinarsi ad essi per la prima volta.

Remarketing: chi può farlo?

Le campagne pubblicitarie di remarketing possono essere fornite da Google e suoi partners,  attraverso Google Adwords; ma anche Facebook può fornire campagne di remarketing a coloro che hanno visitato la tua pagina e che attraverso essa sono giunte al sito o al blog. L’unica differenza e cke Facebook non può attivare direttamente il servizio, ma si serve di terzi fornitori per farlo ( ad es. Perfect audience, AdRoll).

Remarketing: come avere sucesso

Il Remarketing, lo abbiamo detto, è uno strumento pubblicitario molto potente ed efficace, ma deve essere sempre utilizzato all’interno di una strategia di marketing ben curata e mirata. Solo così si riuscirà ad ottenere l’obiettivo prefissato: convertire quabnti più visitatori occasionali possibili in potenziali clienti. Sarà bene ricordare che la strategia di remarketing serve a far tornare i visitatori sul sito, non a farceli arrivare la prima volta; insomma, il primo scoglio da superare è quello di portare traffico sul sito/blog, pagina: solo così ha senso. Perciò sarà bene che questa strategia pubblicitaria sia ben miscelata con una strategia di marketing che abbia contenuti ottimizzati per il web e per i social media.La strategia vincente consiste in :

  • Portare la gente sul sito
  • Convertire questi visitatori con il remarketing

remarketing

Remarketing: solo vantaggi?

Come in tutte le cose vi è anche un risvolto della medaglia. Se per le aziende il remarketing è una strategia vincente ed utile, d’altro canto bisogna stare attenti a che non diventi troppo invasiva, producendo così l’effetto contrario, e cioè quello di allontanare l’utente dal sito che volevi promuovere. Questo bilanciamento necessario sta tutto nelle mani del professionista di marketing cui ci si affida. Che deve essere in grado di dosare bene gli interventi in modo tale da non portare l’utente all’esasperazione e all’allontanamento definitivo.

L’utilizzo dei social: una strategia di marketing

L’utilizzo dei social in una strategia di marketing, se si considera il ruolo fondamentale che questi ultimi hanno assunto nel sostrato sociale e nella quotidianità delle persone, diviene senza dubbio irrinunciabile per qualsiasi azienda che voglia essere presente sul mercato globale (l’unico che ha senso nell’economia moderna). Tutto il mondo è “connesso” alla rete e se le aziende vogliono sopravvivere, sono obbligate a creare un marchio, “un brand” che li tenga in contatto continuo con la massa , indipendentemente dal luogo e dal tempo; se dovesse decidere di non manifestare la sua presenza in rete, sui social, è come se gridasse al mondo che non gli interessa la propria presenza, la propria esistenza e che non ha saputo adeguarsi ai tempi che cambiano e che continuano a cambiare. I social sono un’opportunità per le aziende, da non lasciarsi scappare, perchè, allo stato attuale, è il marketing più produttivo e più esteso che ci sia : è lo spazio in cui la stessa azienda e il consumatore hanno un contatto diretto, importante per la fidelizzazione dei clienti e per la fiducia che determina sempre e comunque il business.

L’utilizzo dei social non è più un optional, ma una necessità, in particolar modo per le aziende che non sono multinazionali e che non potrebbero permettersi, altrimenti, una campagna pubblicitaria in grande stile e dai costi molto elevati, spesso insostenibili. E’ ovvio che la presenza sui social media non consiste nell’aprire una pagina Facebook o un account  Twitter tanto per fare: la strategia di marketing attraverso i social richiede energia, lavoro e competenza costante nel tempo, mirata per peculiarità dell’azienda stessa. La scelta della piattaforma social cui affidare il proprio brand è importante: deve raggiungere il maggior numero di persone, deve essere utilizzabile da chiunque all’interno dell’azienda deve essere coerente con le prospettive e le peculiarità dell’azienda stessa.

E’ abbastanza ovvio che l’uso di più piattaforme sia meglio rispetto ad un uso esclusivo, ma l’attenzione va posta sull’uso della stessa strategia per qualunque social si utilizzi. Il messaggio pubblicitario non può essere diverso a seconda che sia portato avanti su Instagram o su Pinterest o Facebook: esso deve essere univoco e lanciare sempre le stesse indicazioni. L’utilizzo dei social in una strategia di marketing, perché sia fruttuoso non può e non deve essere statico: i social media hanno nella condivisione la loro forza maggiore: pubblicare un’informazione aziendale, un’offerta economicamente vantaggiosa, etc “una tantum” non serve a nulla; i social pretendono attenzione e attività continua e costante; gli utenti si aspettano di essere presi in considerazione attraverso condivisioni, commenti, risposte; si aspettano di vedere umanizzata l’azienda.

L’utilizzo dei socialL’utilizzo dei social: conclusioni

In conclusione, l’azienda che decida di utilizzare i social all’interno della sua strategia di marketing e che lo faccia  applicando quanto detto in questo piccolo post, avrà a sua disposizione uno strumento eccezionale di pubblicità , riuscirà a comunicare al consumatore fiducia e di conseguenza avrà opportunità di incrementare il proprio business. La comunicazione è fondamentale, ma lo è anche il modo giusto di farla. Non è un caso che le aziende regine del marketing attraverso i social si affidino a professionisti della comunicazione online; la rete ha le sue regole e i suoi schemi, che vanno rispettati se si vuole essere riconosciuti e “trovati”. Non è la cosa più semplice da fare: una pagina Facebook non è un semplice contenitore di informazioni e immagini, ma è un vero e proprio spazio di comunicazione globale, virtuale sì, ma pur sempre spazio e che come tale va gestito e organizzato. La gestione oculata e mirata di una pagina social è un’opportunità ghiotta e per sfruttarla a pieno la consulenza di professionisti del settore è opportuna e consigliabile.

I tag fondamentali per la SEO

 I tag fondamentali: quali sono e come usarli? Cominciamo con il dire che i tag, letteralmente etichetta, sono parole chiave che servono a descrivere, ad esempio, un’immagine, perché essa venga riconosciuta dal web attraverso un sistema di keywords. Non hanno delle regole precise per essere scelte, ma solitamente sono partorite dalla fantasia degli indicizzatori e creatori di ciò che viene descritto. I tag possono essere utilizzati anche per esprimere un’opinione, un pensiero e non solo per descrivere, per cui sono correlati a chi usufruisce di essi e non a ciò di cui si usufruisce. In parole povere, qualunque oggetto, informazione, immagine, video etc. presente sul web può avere associato uno o più tag che permette un riconoscimento da parte della rete più veloce e mette in condizione il navigatore di sapere immediatamente anche quali altri oggetti e/o pagine sono correlati ad essi.La pagina web. Così indicizzata, può essere oggetto di variazione: il creatore, ad esempio, può decidere di legarla ad altri risultati e/o parole chiave: tutto quello che deve fare è cambiare i tag presenti; in questo modo tutte le connessioni legate a quell’oggetto varieranno e verranno sostituite da quelle nuove.

I tag fondamentali: quali importanti per la SEO?

I tag hanno il loro senso e la loro ragione di esistere in un testo, una pagina indicizzata. Cosa vuol dire? Vuol dire creata secondo le regole della SEO, che le rende riconoscibili dalla rete.  Nell’ottica di un’ottimizzazione SEO di può parlare di tag fondamentali. Quali sono i tag fondamentali? Vediamoli insieme.

  • Tag Title

    Sicuramente il primo e più importante da considerare se si ricerca un posizionamento nei motori di ricerca. E’ il titolo, la prima spiegazione dell’argomento che si sta per trattare; deve dare immediatamente il giusto impulso alla curiosità del visitatore e il giusto senso di quello che ci sarà dopo. Non deve essere molto lungo, deve contenere la parola chiave scelta, e per di più posizionata quanto più vicino all’inizio sia possibile. La lunghezza deve essere non meno di 70 caratteri, altrimenti Google non lo prenderà in considerazione; se più lungo, Google lo spezzerà.

  • Tag Meta Description

    è la descrizione in sistesi di ciò che l’articolo, il testo contiene. Deve essere esplicativa, immediata e breve.

  • Tag Alt

    è il titolo delle immagini, che spesso danno più visibilità e informazioni delle parole per cui la loro descrizione, il loro titolo deve essere coerente con le stesse e con la parola chiave scelta.  Quando il mouse passerà su quell’immagine, sarà visibile il tag scelto.

  • Il Tag Title deve contenere keywords

    ovvero le parole chiave che gli utenti potrebbero cercare nei motori di ricerca, e deve racchiudere anche una descrizione.

i tag fondamentali

Se parliamo, poi del contenuto vero e proprio di una pagina, di un articolo, i tag da tener presenti sono anche altri; ad esempio è ottima regola per SEO la divisione in paragrafi di un argomento, perché sia più leggibile e gestibile da parte dell’utente. I titoli di questi paragrafi saranno  in tag H2, cioè in carattere ed evidenza diversa dal resto dello scritto. Il titolo va sempre in tag H1. I tag per i contenuti vanno da H1 ad H6, ma quelli più usati sono H1, H2, H3. E’ importante saperli usare e ben dosare, perché danno un buon aiuto per il riconoscimento dei motori di ricerca.

Landing page

landing page

La Landing Page è uno strumento del web marketing; ma anche uno dei componenti utilizzati peggio nelle strategie di web marketing. Vediamo di dare qualche chiarimento e qualche indirizzo giusto. Tanto per cominciare la landing page non è la home page di un blog o di un sito; non corrisponde ad un articolo, non è una scheda esplicativa di un prodotto in vendita. Detto tutto quello che non è, vediamo invece quello che essa è veramente.

Landing page: che cos’è?

Una landing page è una pagina web; a cosa serve? A far sì che i visitatori occasionali del sito/blog diventino fidelizzati e che siano convertiti in clienti. Detto così sembra molto strano, ma non lo è. La landing page, se ben strutturata, riesce a convogliare sul sito/blog un traffico di nicchia maggiore, attraverso un form che sollecita il visitatore a lasciare informazioni che consentono di farlo tornare: scambiare una proposta con una compilazione di un form; dare un’informazione in cambio di una e-mail etc. Attraverso queste tecniche il sito/blog avrà certamente più traffico. Sembra facile. Non lo è: la struttura della pagina non è semplice; non è semplice fare in modo che una pagina web sia una landing page; non è lavoro da dilettanti ma da professionisti del web.

Landing page: l’importanza

Molte aziende e società usano la loro home page per la pubblicità dei prodotti o dei servizi; molto spesso usano link ed e-mail per portare i navigatori della rete sulla pagina iniziale del sito. Nulla di più sbagliato: il visitatore che passa per la home page non è detto che si soffermi o che ritorni. Se invece tutto ciò ha come destinazione una landing page il traffico sarebbe mirato, di nicchia e probabilmente aumenterebbe nel tempo. Una landing page è realizzata proprio per invogliare l’utente a compiere una determinata azione (chiedere informazioni, iscriversi. Comprare etc.) non usare questo mezzo di web marketing è un’occasione persa per tutti.

Perché una landing page è più efficace?

Vediamo insieme perché questo particolare tipo di pagina web è più efficace delle normali pagine per il marketing online.

  • Circoscrivere la navigazione.Il traffico è stato incanalato su un pagina che è realizzata al solo scopo di condurre per mano il navigatore fino alla meta che hai scelto, senza distrazioni. Non deve essere presente il menù del sito, non vi devono essere prolisse spiegazioni ma solo il format che porta l’utente alla compilazione del modulo presente.

 

  • Dà qualcosa per cui il navigatore è invogliato a fare ciò per cui è stato condotto su quella pagina. Dare in cambio della compilazione di un modello, un e- book, una mini guida, un video non costa nulla e darà maggiore convinzione al navigatore nel compilare il tuo format.

 

  •  La condivisione è fondamentale. E’ il modo più immediato per raggiungere un pubblico più ampio: condividere un elemento con i propri contatti è la pratica più usata dai social e in questo caso è il sistema più immediato di pubblicità.

 

  • NO a spiegazioni prolisse. Il navigatore si annoia a leggere lunghe spiegazioni o presentazioni: è su quella pagina per uno scopo preciso e l’immediatezza è fondamentale.

 

landing pageLanding Page: conclusioni

Queste piccole pillole di informazioni danno un’idea dell’importanza di una landing page. Ma per saperne di più, rivolgetevi qui.

 

Tre caratteristiche di un buon articolo

Tre caratteristiche per scrivere un buon articolo vuol essere una piccola guida per poter produrre dei contenuti validi per un blog e/o un sito.

In genere chi si occupa di content manager  non prescinde da un blog che diventa centrale per la strategia di marketing aziendale. Non vi sono colpi di bacchetta magica per ottenere un blog di successo, ma solo delle piccole accortezze e dei canoni da rispettare, Guardiamoli insieme.

Tre caratteristiche di un buon articolo sono:

tre caratteristiche Comprensibilità

Prima di cominciare a scrivere interroghiamoci su che cosa veramente vogliamo comunicare: qual è il messaggio principale da veicolare. Assodato ciò, cerchiamo il modo più semplice e immediato per renderlo comprensibile; ricordiamo sempre che il messaggio deve essere uno: troppa carne a cuocere non va mai bene. Il titolo che sceglieremo deve essere ammaliante ma deve anche far intuire subito l’argomento; le frasi devono risultare quanto più dirette possibili, e in assonanza con l’argomento principale. Questo è il momento in cui bisogna scegliere una parola chiave che aiuti l’articolo a decollare in rete, che lo renda riconoscibile dai motori di ricerca e lo faccia “trovare” a chi ricerca proprio quell’argomento. La comprensibilità di un testo non è solo per l’utente che lo legge, ma anche per la rete che lo deve individuare. Le tecniche SEO servono proprio a questo (Webinpro)

tre caratteristicheLinearità

L’articolo che stiamo per comporre da pubblicare sul nostro blog deve essere scritto in modo tale da portare per mano il lettore attraverso un percorso lineare e accattivante, fino alla conclusione. Una premessa sarebbe il modo migliore per iniziare (il famoso “cappello” degli scolastici temi d’italiano); un’introduzione che apra la porta alla parte centrale dell’articolo; il contenuto sarebbe meglio dividerlo in paragrafi, più immediati nella lettura; la conclusione deve lasciare al lettore la possibilità di esporre il proprio gradimento o la propria opinione. La rete troppo spesso viene accusata di anonimato: non si sa chi si nasconde dietro lo schermo e questo genera diffidenza. Dare una forma narrante al testo, con interazioni personali può far salire il picco della fiducia del lettore, che così meno diffidente, ci seguirà fino alla fine.

tre caratteristicheCondivisione

L’articolo del nostro blog è pronto per essere pubblicato, magari corredato da belle immagini. Ma non basta: scrivere un ottimo articolo è inutile se non viene letto. In questa fase ci vengono in aiuto i social; chiedere a chi legge una condivisione è un gesto apprezzato dal pubblico che si sente parte in causa, diventa solidale con chi ha scritto di un argomento che gli interessa e non avrà molte remore a condividere l’articolo. Un buon articolo per un blog/sito non è molto differente da un buon articolo per una rivista o un giornale: deve coinvolgere il lettore anche emotivamente, deve riuscire a farlo sentire parte integrante della storia; solo così si crea quell’empatia che fa di un autore anonimo, un autore conosciuto e di un articolo di un blog un modo per farci seguire anche in futuro.

Web ADV

Web ADV: che cos’è? È semplicemente la pubblicità online.

Il web advertising (Web ADV),è una strategia di comunicazione che le aziende usano per poter raggiungere i propri clienti o i possibili tali, per sponsorizzare prodotti, servizi, marchi, attraverso i media della rete.Che il marketing e quindi il messaggio pubblicitario sia di massima importanza è ormai cosa acclarata; nessuna meraviglia che l’attività di marketing, si innovi e voli verso le immense opportunità che può offrire la rete e che è in evoluzione costante.I modi per attuare la pubblicità online sono tali e tanti, quante sono le possibilità creative di chi la crea. Originalità, creatività, interattività, sono solo alcune delle strategie usate per dare corpo al marketing online. Il web ADV offre diverse possibilità per lanciare un marchio, un prodotto o per pubblicizzare servizi, aumentando così il valore dell’azienda attraverso l’aumento dei contatti e della clientela.

Web ADV: obiettivi

Il fine ultimo del web ADV è quello di dare più visibilità possibile, indispensabile per internet, più che per una realtà fisica, vista la grandezza indefinita della rete. La diffusione di internet, raggiunge, infatti, un numero di persone impensabile dal punto di vista fisico; ma è altrettanto vero che in un mare di utenti ci si può perdere e non giungere all’obiettivo prefissato: quello di farsi conoscere. A questo pone rimedio la Web ADV, attraverso le varie strategie pubblicitario, come le keyword advertising, che da la soluzione immediata ad una specifica necessità dell’utente.

Web ADV

I modi per fare pubblicità online sono tanti, e la rete permette soluzioni differenziate a seconda delle esigenze: un banner statico, una finestra interattiva, una registrazione al sito etc. Ognuna di queste soluzioni dipendono dalla necessità del richiedente, ma anche dal budget che ha a disposizione e dagli obiettivi che si è prefissati

Web ADVKeyword Advertising

Praticamente il pay per clic, dove le aziende pagano in base alle volte che il proprio link viene cliccato all’interno di altre pagine. E’ un metodo pubblicitario molto diffuso in rete (anche un poco inopportuno!) e che dà ottimi risultati, avendo sotto mano i risultati immediati delle visualizzazioni (per cui si paga).

 

Display Advertising

Sono banner pubblicitari inseriti sulla rete Display di Google. Gli utenti che hanno dato una qualche manifestazione di interesse verso un prodotto, servizio, etc., vengono indirizzati per mano verso la visione del banner pubblicitario, targhettizzando così gli utenti.

Native Advertising

E’ la novità del web ADV ; letteralmente significa  pubblicità nativa. Essa è integrata in articoli, contenuti editoriali che hanno attinenza con la nicchia che si vuole sponsorizzare. Gli utenti che navigano all’interno dei contenuti di quella nicchia, hanno già dimostrato interesse con la loro ricerca e quindi è più probabile che siano disposti verso la pubblicità che viene trasmessa.

Video Advertising

Lo dice la parola stessa: pubblicizzare un brand attraverso video mirati ed inseriti all’interno di pagine consultate dagli utenti. La bravura consiste nell’individuare le pagine più consultate e inserire video che non diano molto fastidio ai naviganti. La professionalità in ciò è d’obbligo.

Remarketing

Remarketing, ossia marketing reiterato. La maggior parte degli utenti di una pagina, non diventa immediatamente un cliente: egli girerà ancora per la rete in cerca di informazioni, di altre offerte, di altre pagine. Il rischio è che non torni più sulla pagina che interessa. Cosa fare in questo caso? Si fa una campagna di remarketing su Google: vale a dire si raggiungono quegli utenti che hanno visitato la pagina o il sito ma che poi non sono ancora tornati per convertire la visita in un’azione concreta.

Queste in breve le tipologie di Web Adv usate universalmente e che danno un valido aiuto per fare business online. Rivolgersi a dei professionisti della materia potrebbe essere un buon affare per i guadagni.

 

E-commerce

E-commerce, commercio elettronico, la vendita e l’acquisto di beni e servizi attraverso le piattaforme dedicate online. Quello che era un fenomeno sporadico, con gli anni si è andato sempre più estendendo, poiché permette al venditore di tenere i costi decisamente più bassi rispetto ad un esercizio fisico, e la riduzione dei costi ricade ovviamente sul prezzo d’acquisto che diventa molto più conveniente per l’acquirente. Ecco spiegato il grande successo di veri e propri colossi della vendita online come Amazon e Ebay. E-commerce, oltre a transazioni per l’acquisto di beni e servizi online da parte di privati, si riferisce anche a quell’insieme di operazioni che vanno dalle operazioni di Borsa agli appalti pubblici online; insomma tutte quelle operazioni che hanno un contenuto finanziario, possono rientrare nel termine e-commerce.

E-commerce

 

 

E-commerceE-commerce: come si inizia

L’ E-commerce è, oggi, una delle realtà a più alto potenziale di business, specie se associato al Social Commerce, sfruttando la propagazione dei Social network, attraverso cui si aumentano relazioni e opinioni. Le grandi occasioni lavorative che ne possono derivare sono facilitate anche dal fatto che la Direttiva CEE 2000/31 stabilisce che un’attività di e-commerce possa essere avviata senza autorizzazione, salvo che si tratti di lavoro professionale per il quale restano obbligatori i requisiti. Ma andando nel pratico, come si crea un e-commerce? Creando un sito online con annesso store, per la vendita di beni, o/e pagine dedicate per i servizi.

  • adattare il proprio sito ai motori di ricerca;
  • rendere un sito facilmente indicizzabile;
  • ottimizzare il contenuto e il posizionamento;
  • migliorare la fruibilità e il design.

Queste le strategie per impiantare un e-commerce che funzioni.

Sito riconoscibile dai motori di ricerca

Creare una mappa del sito e tenerla costantemente aggiornata rispettando le esigenze dei motori di ricerca. Utilizzare link interni per rendere semplice la navigazione all’interno per l’utente, usare collegamenti ipertestuali e anchor  text. Le immagini vanno ottimizzate SEO, usando la caratteristica ALT.

Contenuto del sito

I contenuti vanno realizzati tenendo presente le keyword (parole chiave), e devono essere chiari, originali e costantemente aggiornati.

Fruibilità

Per far sì che sia più fruibile, bisogna mettersi nei panni dell’utente: navigazione semplice e intuitiva e veloce nel caricamento delle pagine. Le pagine vanno ottimizzate e rese pertinenti all’argomento principale del sito.

E-commerceE-commerce: quali i vantaggi

Le aziende possono tenere i costi di gestione più bassi con un ritorno economico per gli utenti e aumentare così il loro fatturato. La possibilità di raggiungere più potenziali clienti contemporaneamente, dà la possibilità concreta di veder aumentare la propria clientela, con un abbattimento di costi pubblicitari notevoli.

E-commerce: tutela per i consumatori

I consumatori per le vendite online, in Italia, sono ben tutelati. Le norme sono molto restrittive, spesso esageratamente; le informative da parte dei tenutari del sito devono essere chiare ed esplicite, così come il metodo di pagamento e la possibilità, ben esplicitata di poter recedere da qualunque acquisto da parte del consumatore. Le sanzioni per coloro che trasgrediscono sono dure: vanno dalla sospensione o chiusura del sito web a multe che vanno dai 10.000,00 ai 150.000,00 euro.

Social media marketing

Social media marketing  è quella costola del marketing che ha come obiettivo la visibilità sui social media, sulle comunità virtuali, sui siti di aggregazione. Il social media marketing comprende tutta una serie di strategie che vanno dal modo di creare rapporti online, al modo di ottimizzare una pagina web per i social.  Il fine ultimo è quello di generare rapporti sociali con altri utenti e/o consumatori attraverso un concetto di affinità che contribuisce ad avvicinare il navigatore della rete per poi fidelizzarlo.

Esempio pratico può essere quello dei contenuti virali che troviamo su You Tube, o altri siti di Video sharing, dove vengono inserite pubblicazioni interessanti con lo scopo di una diffusione globale in rete attraverso il passaparola dei social e in questo modo il messaggio informativo, pubblicitario raggiunge il massimo numero di utenti possibile.

Il Social Media Marketing è diventato uno dei metodi più usati per pubblicizzare marchi, pagine web, prodotti, servizi, usufruendo della catena dei social, che è diventata una delle maggiori prerogative della rete. Tutti o quasi accedono ad un canale sociale come Facebook o Twitter o You Tube almeno una volta al giorno ed è quindi ovvio che qualunque cosa pubblicizzata attraverso questi canali abbia una visibilità enorme. La possibilità di raggiungere tanti utenti contemporaneamente ha reso molto proficuo il Social Media marketing: qualunque notizia dilaga a macchia d’olio e si propaga come le onde concentriche in uno specchio d’acqua nel giro di pochi minuti. La caratteristica principale, che ne fa anche la vera forza è il passaparola online attraverso i “condividi” e “mi piace”. E’ ovvio che ciò che si vuole pubblicizzare debba essere coinvolgente, interessante e originale.

Gli utenti, stanchi di sottostare a pubblicità passiva, che sono costretti solo a subire, vedono come una sorta di liberazione poter approvare personalmente un prodotto o qualunque altra cosa: è la comunità online che determina il successo o il fallimento con il proprio gradimento e non la grande agenzia pubblicitaria. Il marketing sui social, se ben fatto, può avere una risonanza eccezionale per l’impresa che lo utilizza. E’ ovvio che chi decida di utilizzare la strategia commerciale del social marketing debba avere anche un sito aziendale e/o un blog di riferimento: servirà a dare quei contenuti che sono indispensabili ad una buona campagna. Siti, blog devono essere ben strutturati e tutti i contenuti dai testi alle immagini devono essere aggiornati regolarmente e di pari passo bisogna tenere aggiornato il profilo sui social tenere conto dei commenti.

E’ possibile fare tutto da soli? Probabilmente no. Ma non c’è da preoccuparsi la figura del social manager è nata proprio per questo: è un professionista del social marketing che segue, aggiorna, comunica attraverso il canale sociale. Le maggiori agenzie di marketing si occupano anche di Social Media Marketing, permettendo agli utenti che vi si rivolgono di aumentare visibilità e follone sulle proprie pagine social, implementando così il successo.

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